San Galgano

Chi per avventura o per diletto attraversa la Valle delle Merse, dal mare verso Siena non può che rimanere affascinato dalla bellezza e dal fascino primitivo che questi luoghi sanno trasmettere, al punto tale che anche con poca fantasia ci si può facilmente immaginare di essere ancora nel Medioevo. Appena usciti dalla valle si apre ai nostri occhi una magnifica valle verdeggiante, con alla sinistra Chiusdino. Ecco che ci troviamo di fronte all’Abbazia di San Galgano, la quale viene descritta come la più grande costruzione Gotica in Italia.

Quando arriviamo nei pressi dell'abbazia lo spettacolo ci lascia veramente stupefatti perché dinanzi ai nostri occhi,in una zona verde e bellissima, ci appare una meravigliosa chiesa cistercense senza tetto!! si perché la caratteristica particolare di San Galgano sta proprio nell'abbazia che non ha tetto ed ha un prato per pavimento e nel vicinissimo eremo di Montesiepi che racchiude "la spada nella roccia", cioè la spada che San Galgano infisse in una roccia quando lasciò la sua vita dissoluta di signore per farsi eremita. Prima di parlare dell'abbazia e dell'eremo è necessario fare una breve storia di chi fosse San Galgano e degli avvenimenti che segnarono la sua epoca e questi luoghi selvaggi e affascinanti.

Galgano Guidotti era nato nel vicino borgo di Chiusdino dai nobili signori Guidotto e Dionisia che l'ebbero dopo lunghi anni di sterilità e, sembra, (per intercessione di San Michele Arcangelo) condusse la tipica vita dissoluta e libertina di tutti i giovani rampolli del suo tempo,quasi come quella di San Francesco. Con il passare degli anni Galgano cominciò sempre più ad avvertire l'inutilità di questa vita dissipata e neanche il titolo di cavaliere gli procurò sollievo:in lui cominciò a maturare l'idea di cambiare vita per vivere in solitudine a contatto con Dio e la natura, per cui si ritirò sulla collina di Montesiepi dove visse per dodici mesi in una capanna circolare costruita con frasche; era il 21 dicembre del 1180. In risposta alla insistenze della madre e della ormai ex fidanzata perché rientrasse in città, Galgano conficcò la sua spada nella fessura di una roccia che affiorava nella sua capanna in segno di rinuncia perpetua alla guerra e per adorare l'elsa della spada come se fosse, per la sua forma, la croce di Cristo: visse in solitudine eremitica tutto il resto della sua breve vita che terminò a 33 anni il 3 dicembre del 1181.

Il gesto di pace di Galgano (la spada infissa nella roccia) e la sua breve e intensa vita eremitica commossero i suoi contemporanei e già nel 1885, appena quattro anni dopo la morte, il papa Lucio III° lo proclamò santo e il vescovo volterrano Ugo Saladini ordinò che fosse sepolto accanto a quel masso che serrava ancora la croce-spada, unico segno religioso della sua vita, e che vi fosse costruita sopra una cappella, cappella che assunse subito la particolare forma rotonda che la contraddistingue ancora oggi.

La cappella è costruita usando file di pietra bianca alternata a strisce in mattoni e anche nella cupola continua l'alternanza bicroma che qui crea un'immagine con una sensazione d'infinito. Con il crescere dell'interesse nel culto di San Galgano molti ricchi privati vollero contribuire all'abbellimento della rotonda, nel 1340 fu iniziata la costruzione di una cappella sul lato nord affrescata dal grande Ambrogio Lorenzetti, dipinti ancora oggi in parte visibili grazie ad un'attenta opera di restauro che ne ha arrestato il degrado.